COMUNICAZIONI SOCIALI: “La Verità vi farà liberi”
Cari amici, domenica 4 maggio è la 42° giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Questo mi dà l’occasione di riflettere su un tema centrale nella nostra vita che da sempre è nel cuore della chiesa. La comunicazione è un elemento costitutivo intrinseco della persona umana che, nella sua essenza, è un essere in relazione. L’essere umano è, in quanto si apre ad una comunicazione sempre più vera e profonda con gli altri e con Dio e, facendo ciò, esprime se stesso e si conosce sempre di più. Non per nulla la comunicazione è l’asse portante della nostra fede in Dio che si rivela ed entra progressivamente in comunicazione con noi uomini intrattenendosi con noi come con degli amici fino alla pienezza in cui il Verbo si fa carne.
Riflettere oggi sul ruolo delle comunicazioni sociali è quanto mai necessario considerando lo sviluppo eccezionale che la tecnologia ha fatto negli ultimi decenni offrendo a tutti enormi potenzialità di comunicazione. Se pensiamo che fino a qualche decennio fa l’unico modo di comunicare a distanza era la lettera ci rendiamo conto quanta strada sia stata fatta. Non c’è dubbio che i mezzi di comunicazione svolgano un ruolo positivo nelle relazioni interpersonali, nella cooperazione tra i popoli, nello scambio di informazioni, offrendo opportunità di crescita culturale, politica, sociale, ed economica. Quindi è senz’altro da approvare lo sviluppo delle nuove tecnologie a servizio delle comunicazioni al fine di realizzare un mondo più giusto e a servizio del bene comune. D’altra parte dobbiamo riconoscere come questa enorme potenzialità di frequente è usata male e se ne fa un uso cattivo. Di fatto, nel libero mercato dei media, conosciamo il fenomeno dell’utilizzo della violenza, della volgarità, della pornografia e della trasgressione allo scopo di aumentare l’ascolto. Tutto ciò, ovviamente, è studiato in modo strumentale per fini consumistici ed ideologici. E questo è ancora poco. Il rischio più grave delle comunicazioni oggi è quello della manipolazione delle coscienze che avviene imponendo come legittimi, modelli distorti di vita personale, familiare o sociale.
Nel messaggio che il Papa ci ha dato per questa giornata si dice:”Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull’uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla e a distruggerla”.
Anche in questo campo i cristiani sono chiamati a vigilare per dare il loro contributo a servizio dell’umanità. E’ evidente che oggi c’è un mondo che ha estromesso Dio dal proprio orizzonte e che pertanto ha imboccato una via di comunicazione alienante che produce solo smarrimento, insicurezza, paura, violenza e sofferenza. E’ questo il dramma del nostro tempo in cui la comunicazione, da opportunità di conoscenza e scambio di amore, rischia di perpetuare il dramma della torre di Babele con la confusione e l’incomunicabilità cronica di chi, nel peccato, rifiuta Dio e ahimè nega la verità dell’uomo gettandolo nelle schiavitù più turpi.
Cari amici, per non subire passivamente i media ma per farne un utilizzo critico, vi invito a formare sempre più le nostre coscienze con la Parola di Dio e con l’insegnamento della Chiesa. Ritengo che noi, che abbiamo ricevuto il dono della fede, non finiremo mai di ringraziare il Signore per la luce e la gioia che ci viene dal Vangelo e da Colui che ci ha detto “la Verità vi farà liberi”.
Pace a voi!
Riflettere oggi sul ruolo delle comunicazioni sociali è quanto mai necessario considerando lo sviluppo eccezionale che la tecnologia ha fatto negli ultimi decenni offrendo a tutti enormi potenzialità di comunicazione. Se pensiamo che fino a qualche decennio fa l’unico modo di comunicare a distanza era la lettera ci rendiamo conto quanta strada sia stata fatta. Non c’è dubbio che i mezzi di comunicazione svolgano un ruolo positivo nelle relazioni interpersonali, nella cooperazione tra i popoli, nello scambio di informazioni, offrendo opportunità di crescita culturale, politica, sociale, ed economica. Quindi è senz’altro da approvare lo sviluppo delle nuove tecnologie a servizio delle comunicazioni al fine di realizzare un mondo più giusto e a servizio del bene comune. D’altra parte dobbiamo riconoscere come questa enorme potenzialità di frequente è usata male e se ne fa un uso cattivo. Di fatto, nel libero mercato dei media, conosciamo il fenomeno dell’utilizzo della violenza, della volgarità, della pornografia e della trasgressione allo scopo di aumentare l’ascolto. Tutto ciò, ovviamente, è studiato in modo strumentale per fini consumistici ed ideologici. E questo è ancora poco. Il rischio più grave delle comunicazioni oggi è quello della manipolazione delle coscienze che avviene imponendo come legittimi, modelli distorti di vita personale, familiare o sociale.
Nel messaggio che il Papa ci ha dato per questa giornata si dice:”Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull’uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla e a distruggerla”.
Anche in questo campo i cristiani sono chiamati a vigilare per dare il loro contributo a servizio dell’umanità. E’ evidente che oggi c’è un mondo che ha estromesso Dio dal proprio orizzonte e che pertanto ha imboccato una via di comunicazione alienante che produce solo smarrimento, insicurezza, paura, violenza e sofferenza. E’ questo il dramma del nostro tempo in cui la comunicazione, da opportunità di conoscenza e scambio di amore, rischia di perpetuare il dramma della torre di Babele con la confusione e l’incomunicabilità cronica di chi, nel peccato, rifiuta Dio e ahimè nega la verità dell’uomo gettandolo nelle schiavitù più turpi.
Cari amici, per non subire passivamente i media ma per farne un utilizzo critico, vi invito a formare sempre più le nostre coscienze con la Parola di Dio e con l’insegnamento della Chiesa. Ritengo che noi, che abbiamo ricevuto il dono della fede, non finiremo mai di ringraziare il Signore per la luce e la gioia che ci viene dal Vangelo e da Colui che ci ha detto “la Verità vi farà liberi”.
Pace a voi!
Don Stefano
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