venerdì 18 aprile 2008

Editoriale Febbraio 2008

“Il Padre cerca tali adoratori” (Gv 4, 23)

Cari amici, in questo editoriale mi propongo di parlarvi della Adorazione Eucaristica per invitarvi a praticarla con fede. Tale preghiera è intrinsecamente in rapporto con la s. Messa che è il più grande atto di culto della Chiesa e che, per eccellenza, è il “mistero della fede”. Più di ogni altra realtà è dall’Eucaristia che comprendiamo che il Figlio di Dio ci ama e desidera unirsi a noi. Pertanto già il “ricevere l’Eucaristia significa porsi in atteggiamento di adorazione verso Colui che riceviamo” (Sacramentum Caritatis 66).A tale proposito dovremmo tutti, sacerdoti e fedeli, recuperare nelle nostre liturgie eucaristiche quegli atteggiamenti di silenzio, compostezza e raccoglimento profondo che esprimono la consapevolezza che veniamo invitati a ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo, non semplicemente un simbolo ma il Signore Gesù in persona, che si offre spontaneamente in sacrificio per noi. Perciò l’Eucaristia merita di essere accolta con grande fede e con sentimenti di umiltà, venerazione, lode, amore, gratitudine e anche con un certo timore e tremore perché tutti dobbiamo sinceramente riconoscere: “non sono degno”. D'altronde l’Eucaristia ci viene donata per trasformarci in Colui che si riceve. Da parte nostra ci viene chiesto di collaborare con la grazia, rimuovendo gli ostacoli che sono nel nostro cuore e nella nostra vita, perché avvenga l’incontro profondo con Colui che ci trasforma e che ci fa partecipi della Sua missione e ci rende capaci di attuarla. Proprio per favorire e vivere con maggiore frutto la celebrazione liturgica è importante l’Adorazione Eucaristica: restare davanti a Lui con semplicità nella verità di se stessi, esporre con confidenza il proprio cuore a Gesù affermando la fede nella Sua presenza reale nell’Ostia consacrata. L’Adorazione Eucaristica è scuola di preghiera, via di interiorità, luogo dove si ricevono le consolazioni dello Spirito e si cresce nella fede nella speranza e nella carità. Certamente è anche deserto dove emergono le nostre contraddizioni perché lì, più che altrove, spogli dalle maschere che spesso indossiamo senza neanche più accorgercene, la Parola di Dio, come spada tagliente a doppio taglio, penetra nel profondo della nostra anima e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore (vedi: Ebrei 4,12-13). E’ questo il motivo percui è poco praticata, perché lì davanti a Lui, senza dire o fare nulla, siamo nudi e questo può non piacere, può essere terribilmente imbarazzante sentirci osservati e alla Sua presenza; in questo percorso di verità siamo invitati a lasciarci amare e trasformare nel profondo della nostra anima. L’Adorazione sostanzialmente è un incontro personale con il Dio Uno e Trino che si fa presente in “Il Padre cerca tali adoratori” (Gv 4, 23) Gesù sacramentato e perciò, va compreso bene, è completamente diversa da quelle tecniche di meditazione profonda che vanno di moda per rilassarsi o per cercare il proprio benessere entrando in contatto con l’energia del cosmo e della terra ma che, in definitiva, rimangono centrate su se stessi.Cari amici, nella nostra comunità l’Adorazione si fa con l’intenzione di chiedere vocazioni sacerdotali e religiose come una bella eredità lasciataci dalla missione francescana del marzo del 1981 nella nostra parrocchia. Non vi diminuisce, cari fedeli, questa esplicita intenzione di preghiera per le vocazioni, della nostra parrocchia. Ciò non significa che le vostre intenzioni o la vostra santificazione personale non vengano considerata o passino in secondo piano, tutt’altro queste vengono meglio valorizzate per diversi motivi. Primo: la tua preghiera è più forte se entra in un respiro ecclesiale.Secondo: la fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia e l’amore per il Santissimo Sacramento ti portano spontaneamente ad apprezzare il dono del Sacerdozio come un canale privilegiato della divina misericordia che vuole beneficarti. Terzo: capire che, per il bene di tutti, qualcuno deve ricevere la chiamata gratuita di Dio, ti aiuta a capire che anche tu hai una specifica chiamata, che Dio ti parla e vuole che anche tu diventi dono per gli altri e che la tua felicità è nel fare la Sua, non la tua volontà che, con il Suo aiuto, puoi capire e realizzare. Cari amici, per questi motivi mi permetto di informarvi che recentemente il Cardinale Claudio Humes, Prefetto della Congregazione del Clero, ha scritto una lettera ai Vescovi per “avviare un movimento spirituale che dia vita ad una cordata di Adorazione Perpetua, per la riparazione dei peccati e per la santificazione dei sacerdoti”. Inoltre, ricordando la speciale maternità di Maria nei confronti di tutti i sacerdoti, spiegava come, con questo movimento di preghiera, si intende affidare a Maria, Madre del Sommo ed Eterno Sacerdote, ogni sacerdote “con lo scopo di suscitare sante vocazioni allo stato sacerdotale e, insieme, di accompagnarle spiritualmente, al livello del Corpo Mistico, con una sorta di maternità spirituale affinché sempre meglio servano a Lui e ai fratelli”.Cari amici, intendo recepire l’invito del Cardinale Humes e pertanto completare l’intenzione che da sempre ha caratterizzato la nostra adorazione parrocchiale con la richiesta a Dio di Vocazioni religiose e sacerdotali, con l’aggiunta della preghiera di riparazione per i peccati commessi dai sacerdoti e per la maternità spirituale che li accompagni nel loro ministero. Affido all’intercessione di Maria Madre della Divina Misericordia questo nostroproposito. Pace a voi!Don Stefano

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